Giustizia predittiva

Giustizia Predittiva, analisi dell’avv. Nunzio Costa

Non è credibile che sia un algoritmo a prendere le decisioni al posto di un giudice “umano”.

Il futuro immediato, invece, è della giustizia predittiva, che utilizza le banche dati oltre che per giungere a decisioni consapevoli e per migliorare la qualità, anche per conoscere preventivamente la sorte che potrebbe avere una causa su una data materia, con un chiaro messaggio di prevedibilità e di probabilità.

Il primo progetto pilota in questa direzione è in corso a Brescia in seguito alla stipula di una convenzione, il 6 aprile 2018, tra Corte di Appello di Brescia, Tribunale di Brescia e Università di Brescia per una prima realizzazione della “Giustizia Predittiva”.

In ambito giudiziario, l’intelligenza artificiale e gli algoritmi danno la possibilità di contenere ed elaborare un numero pressoché infinito di dati.

L’intelligenza artificiale a supporto degli operatori della giustizia

La prospettiva deve essere intesa nel senso di cogliere le possibilità di utilizzo ed applicazioni dell’intelligenza artificiale come una grande opportunità di supporto per gli operatori e non di sostituzione.

Il primo problema è quello della scelta e delle modalità di inserimento dei dati.

Se vogliamo che questo serva nella quotidianità della giustizia e non solo ai giuristi è indispensabile che si passi dalle massime giuridiche ai casi concreti con la precisazione che va inserita tutta la giurisprudenza e non solo quella prevalente.

È evidente che ciò fa assumere molto più valore al precedente giurisprudenziale, con il rischio di sclerotizzazione della giurisprudenza, avvicinando il nostro ad un sistema di common law, capace di evitare quelle derive di una giurisprudenza imprevedibile, spesso anarchica, e ben poco attenta e rispettosa del precedente. Inserire un’iniezione di prevedibilità nel sistema oggi non è negativo. Sempre che sin d’ora si prendano adeguate cautele quali appunto una cernita che valorizzi tutti gli orientamenti e la costante attenzione alle evoluzioni giurisprudenziali.

Il futuro nell’immediato è in 2 tipi di banche dati: una contenente tutti i provvedimenti emessi, necessaria come archivio, per le valutazioni di professionalità, per esigenze di documentazione, per avere la giurisprudenza di ufficio o di sezione. Ed una ragionata per settore o materia che elabori caso e decisione tramite un abstract da cui si possano ricavare gli orientamenti esistenti, sia maggioritari che minoritari, che possano servire da punto di riferimento interno ed esterno.

In entrambi i casi va affrontato il problema dell’anonimizzazione del dato. Le possibili risposte sono due: rispettare l’art.55 della legge sulla privacy che riserva la cancellazione dei dati solo su richiesta della parte, ovvero cancellarli in ogni caso, anche nel rischio di non distinguere adeguatamente tra dati sensibili, tutti da cancellare e dati non sensibili da oscurare solo su richiesta. La seconda strada è percorribile, ma anche qui sono grazie all’utilizzo di programmi che si stanno sviluppando e che sono sempre più sofisticati e concreti.

L’archivio interno consentirà all’Interno di giungere a decisioni consapevoli, di migliorare la qualità. La banca dati porterà l’”esterno”, ovvero cittadini ed operatori, a sapere ex ante la sorte che potrebbe avere una causa su quella materia, con un chiaro messaggio di prevedibilità e di probabilità.

Questo unito all’elaborazione dei tempi prevedibili. Il tutto dà un formidabile contributo di trasparenza e consente a cittadini ed operatori di scegliere una soluzione contenziosa o meno e di essere informato sui tempo possibili.

La prospettiva della Giustizia predittiva

Viene ad essere uno strumento, ovviamente ricavato da un’elaborazione dei dati giudiziari esistenti, che consente di sapere con ragionevole probabilità l’esito di una causa in una data materia e di aiutare e influenzare in tal modo i potenziali attori ed utenti. In Francia è stata realizzata on line una piattaforma che “predice” gli esiti giudiziari che promette la “migliore strategia giudiziaria a partire dai dati”.

Una giustizia predittiva funzionante può comportare un salto di qualità sia per l’economia che per la giustizia, creando una rete virtuosa.

Ciò impone di rendere trasparente e pubblica la tempistica materia per materia, come quello di trarre dai provvedimenti emessi più che le massime, i principi di diritto e la casistica che possono aiutare e dare indicazioni per chi abbia problematiche simili.

La finalità esterna del progetto è quella di fornire a utenti e agenti economici dei dati di certezza e di prevedibilità e nel contempo di contenere la domanda, disincentivando dalle cause temerarie e incoraggiando in modo indiretto le parti che non abbiano possibilità di successo a livello giudiziario di seguire altre strade (conciliative, transattive).

Ma ciò ha anche una formidabile valenza interna perché ciò impone principi preziosi anche all’interno della giurisdizione:

  • Trasparenza delle decisioni.
  • Circolarità della giurisprudenza tra I e II grado.
  • Consapevolezza delle decisioni e superamento dei contrasti inconsapevoli.

Principi che impongono un forte incentivo per un miglioramento della qualità complessiva delle decisioni.